L’architettura cinese


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L’architettura cinese, la disposizione dei palazzi imperiali e degli spazi circostanti furono definiti sulla base del rapporto cosmologico fra cielo e terra.

L’architettura tradizionale cinese segue un piano che riflette la filosofia dell’ordine e dell’autorità. Una configurazione attenta si applica non solo alle residenze e agli edifici delle cerimonie, ma a città intere. Gli edifici sono preferibilmente orientati lungo un asse nord-sud, con la struttura principale a sud. Le case cinesi s’incentrano tradizionalmente sui cortili, più alto è il rango e più i cortili ci sono. Quindi un importante ufficiale vivrà in una grande residenza con molti parenti e inservienti. La casa della famiglia principale è situata a nord della struttura che si affaccia a sud. Gli edifici laterali affacciati sul cortile, appartengono alle sorelle e ai fratelli, mentre i parenti più lontani vivono attorno al cortile meridionale. Nelle case più modeste prevale una disposizione simile, con i genitori che vivono nella zona nord affacciata a sud e i figli che occupano le aree laterali del cortile. Un muro circonda e racchiude la residenza. I muri sono molto importanti peri paesaggi cinesi, sia come parte di casa, un palazzo, un tempio, un paese, una città. I muri non forniscono solo protezione e riservatezza, ma simboleggiano riserbo e una mentalità di gruppo che un aspetto importante della società cinese. Anche il muro più lungo, la Grande Muraglia cinese, che una volta costituiva il confine settentrionale del Paese, riflette questo concetto.

Il Palazzo Imperiale di Pechino e la circostante città sono buoni esempi di architettura cinese. Disegnato durante la dinastia Ming, la sua architettura riflette la concentrazione del potere imperiale a partire dal cuore della capitale, il cuore politico e culturale del Paese. I gruppi di edifici del complesso riflettono l’organizzazione e il groviglio del potere politico. Dal complesso imperiale centrale, la città s’irradiava verso l’esterno, racchiusa entro mura interrotte da cancelli e torri. Oggi le mura non ci sono più, ma molto del piano originario è ancora visibile. Il Palazzo imperiale si trova quasi nel centro esatto della città con le varie autostrade e le sue veloci tangenziali che s’irradiano in quadrati concentrici verso l’esterno. Il disegno e la costruzione del complesso imperiale sono in linea con la progettazione cinese classica, solo su grande scala. Tre tipi di edifici base (entrata, torre e padiglione) sono unificati da elementi comuni presenti nei tetti, nei pavimenti di pietra e nelle arcate in legno. Ci si avvicina al complesso imperiale da sud. Edifici enormi come le tre grandi entrate dell’armonia situate nella parte anteriore del Palazzo Imperiale, sorgono da una terrazza. L’edificio più importante dell’intero complesso, il Taihe Dian (Entrata della suprema armonia) ha la terrazza più grande  e splendida di tutti i piani del Palazzo Imperiale. Su tre livelli rialzati, la terrazza è incorniciata da una balaustra in marmo. Attraverso la simmetria e l’equilibrio, i numerosi edifici del complesso del Palazzo Imperiale creano un motivo a seconda della loro funzione e importanza. La loro organizzazione simboleggia l’armonia dell’universo mantenuta dall’imperatore, in quanto figlio del cielo.


Architettura e superstizione cinesi

Le decorazioni a cresta sui tetti sono molto cospicue: bestie mitologiche poste alla fine di ciascuna cresta hanno il compito di proteggere l’edificio dagli spiriti maligni. Gli animali comprendono leoni, fenici, draghi, cavalli volanti, unicorni e altri ancora. Si può anche cedere un uomo a cavallo di una gallina, un’altra figura che aveva il compito di proteggere l’edificio e i suoi occupanti. La leggenda dice che rappresenta un principe tiranno dello stato di Qi (III sec. a.C.). Dopo la sua sconfitta e morte, gli abitanti di Qi avrebbero posto sui tetti dell loro case statue raffiguranti il principe a cavalli di una gallina per allontanare la sventura e stigmatizzare il tiranno. La tradizione vuole che questi non possa lasciare il tetto perché la gallina non può portarlo in volo. Le credenze tradizionali, sono spesso riflesse nell’architettura cinese. Il famoso muro fantasma, per esempio, era di solito costruito dietro l’entrata delle abitazioni per fermare l’ingresso di spiriti maligni, che si crede possano muoversi solo dritto e non seguire gli angoli. Nei grandi palazzi, lo Jiulongbi, o lo splendido Muro Dei Nove Draghi, aveva questo scopo.


Le pagode cinesi

Le maestose e splendidamente decorate pagode cinesi, hanno ispirato la creatività e sono parte integrante dell’immagine dell’Estremo Oriente. Le pagode non sono però originarie della Cina, ma sono piuttosto un buon esempio dell’influenza straniera sull’architettura cinese. Nel corso di molti secoli, le pagode cinesi si sono evolute da un concetto importato a uno che ha incorporato e riflette stili architettonici, metodi e sviluppo costruttivi tradizionali. Le pagode cinesi sono i punti focali del paesaggio ma sono anche parte di un tutto, segmenti di un disegno armonioso più grande. In India, dove sono nate, le pagode erano di mattone e venivano usate per custodire oggetti sacri. Nel primo secolo dopo Cristo i monaci buddisti diffusero gli insegnamenti di Buddha in Cina. In seguito, molti monaci buddisti cinesi viaggiarono lungo la stessa strada verso l’India. In questo, testimonianze di riti funebri, atre religiosa e l’impressionante architettura monastica e templare filtrarono in Cina. Qui, tuttavia, le pagode cinesi persero lentamente la loro associazione religiosa, divenendo elementi scenografici. In cinese la pagoda è detta “ta”, che prima era “tappna” una versione cinese della parola indiana stupa. La secolarizzazione della società e dell’architettura, si vede anche nel disegno dei templi delle varie sette religiose. I templi buddisti per esempio hanno lo stesso disegno di quelli daoisti e confuciani. Sono progettati ed edificati dalle stesse maestranze, da coloro cioè che costruivano case e palazzi.

Come avevano adottato il buddismo, mischiando gli insegna,enti originari di Buddha con le superstizioni tradizionali e il culto degli antenati, così i cinesi adeguarono lo stile della pagoda buddista alle proprie forme e tradizioni costruttive.

Le prime strutture a pagoda trovate in Cina risalgono  al III-V  sec. ed erano presumibilmente in legno; nessuna di queste è rimasta. La pagoda Songyue, la più antica rimasta si trova nel distretto di Dengfeng, vicino alla vecchia città imperiale di Luoyang e al famoso monastero Shaolin. Questa pagoda cinse, alta 40 m e con 12 lati, fu costruita nel 523.  Per oltre 1400 anni ha resistito alle intemperie, ai disastri naturali e ai rivolgimenti, dall’invasione mongola alla rivoluzione culturale. Nel vicino monastero Shaolin, c’è un altro spettacolo interessante: Tailin, la foresta delle pagode cinesi, un cimitero con più di 200 pagode funerarie in pietra, l’ultimo riposo dei monaci. Queste pagode cinesi sono alte solo qualche metro e hanno un nucleo quadrato cui sono attaccate delle tavolette commemorative o piccole o piccole rientranze per le offerte. Funzione e simbolismo corrispondono agli stupa indiani, ma non il oro stile architettonico. Più nota per il suo Palazzo Imperiale, Pechino offre anche molti esempi di architettura buddista. Nel parco Beihai, la Bai ta, o Dagoba bianca si erge maestosa a ovest del Palazzo Imperiale, al di sopra della città vecchia. La struttura bianca a forma di campana è costruita sulla base quadrata nello stile di un chorten tibetano. Fu costruita nel 1651 dall’imperatore Shun Zhi per commemorare la prima visita del Dalai Lama a Pechino. Tra le altre antiche strutture vanno menzionate le più famose pagode cinesi: le due pagode dell’Oca Selvatica a Xi’An. Dayan Ta, o la pagoda Della Grande Oca Selvatica, fu costruita su proposta e disegno del monaco Xuan Zang, che nel VII sec. d.C. intraprese un lungo viaggio avventuroso nell’India del nord. I suoi viaggi sono oggi noti ai cinesi sotto forma di leggenda grazie al capolavoro letterario “Viaggio a ovest”. Al suo ritorno in Cina, Xuan Zang fece costruire una pagoda per costruire i manoscritti che aveva acquisito. Il nome curioso di questa pagoda risale ad una leggenda riportata dall’india del nord da Xuan Zang. In essa si narra che una grande oca selvatica fosse caduta dal cielo in risposta alle preghiere dei monaci buddisti affamati. Invece di mangiarla i monaci la seppellirono in segno di gratitudine. Si ritiene che alla pagoda di Xi’An sia stato dato lo stesso nome di un’omonima pagoda in India. La più piccola Xiaoyuan Ta, o pagoda della Piccola Oca Selvatica, aveva un altro nome ma ricevette questo per la sua somiglianza con quella della Grande oca Selvatica. È di un’età simile ma sembra, per la sua forma sottile e la punta leggermente curvata, più graziosa della monumentale e goffa pagoda della Grande Oca Selvatica.


Metodi di costruzione cinesi

Fin dai tempi antichi i cinesi hanno preferito il legno come materiale da costruzione. Il legno, non solo era facile da trasportare, ma era anche più pratico. Le residenze erano fatte per essere ricostruite, ma non per essere monumenti permanenti. Mattone e pietra erano usati per la costruzione di edifici importanti che dovevano resistere a lungo alla forza degli elementi, come tombe imperiali, strutture per le cerimonie e, a volte, ponti. Come risultato dell’uso diffuso del legno, poco rimane degli originali resti antichi. Le maestranze cinesi svilupparono le tecniche delle costruzioni in legno fino alle forme più recenti. Gli edifici tradizionali sorgono su un pavimento di terra battuta, mattone o pietra. Pilastri e travi soddisfano le necessità strutturali e sono privi di colla e chiodi. Colonne pesanti su basi di pietra sorreggono il soffitto e sono intagliate con decorazioni.

La costruzione dei tetti è molto diversa rispetto all’Occidente. Un tetto cinese è fatto di travi poste l’una sopra l’altra e di lunghezza decrescente. Questo tipo di costruzione fa sì che il tetto si curvi e ciò ha anche motivazioni di tipo estetico. Infine il tetto è coperto da tegole semicircolari. Colore e materiale di costruzione variano a seconda dell’importanza dell’edificio e lo status sociale del proprietario. Per esempio si usano tegole gialle per gli edifici imperiali, come si vede nell’area dei tetti d’oro del Palazzo Imperiale di Pechino. Inoltre si usano forme diverse per denotare l’importanza di un edificio. Il più importante ha i tetti con costoloni, mentre gli altri hanno tetti spioventi.

I tetti degli edifici danno loro un’aria di leggerezza. Le grondaie sporgenti e ricurve fanno ombra sui muti, e sembra che galleggino. Al di là della loro piacevolezza estetica, le grondaie sporgenti hanno anche uno scopo molto pratico: proteggere dalla pioggia e regolare la luminosità , riparando dal sole in estate, ma facendo entrare luce in inverno.

La costruzione tradizionale cinese ha una notevole flessibilità. Per ripartire gli interni si impiegano dei muri fatti di materiali leggeri che possono essere tenuti o rimossi. La funzione di questi muri non è di sostenere il tetto, ma di separare gli spazi. In estate, i pannelli tra e colonne delle semplici case, possono essere rimossi facilmente. Anche le finestre e le porte possono essere fatte e cambiate senza alcun mutamento strutturale.

L’uso di mensole si presta alla standardizzazione e prefabbricazione. Durante la dinastia Tang, la prefabbricazione dei materiali era già avviata. Il legno veniva tagliato in mensole di diverse misure. Appena l’artigiano conosceva la lunghezza dell’edificio, sapeva anche la dimensione delle mensole, quante ne occorrevano e altri dettagli costruttivi.


I giardini cinesi

I giardini cinesi si sforzano di bilanciare gli elementi naturali ed artificiali, riflettendo i principi daoisti dell’armonia. I concetti filosofici di Yin e Yang ma anche i soggetti letterari e dei dipinti erano alla base di questo progetto.

L’arte dei giardini cinesi fiorì durante le dinastie Ming e Qing. Gli imperatori, e i ricchi e potenti dell’epoca, investivano enormi quantità di denaro e di lavoro per costruire elaborati giardini e ritiri privati.

Due sono le tipologie dominanti di giardino: il parco imperiale e il ritiro privato per gli studiosi. I giardini cinesi più noti del primo tipo sono quello del palazzo d’estate e quello dello Yuanming Yuan, il Vecchio Palazzo d’Estate, ma anche il Chengde (lo Jehol). I parchi Imperiali rappresentavano la ricchezza e la molteplicità dell’impero.

Il Chengde, l’enorme parco imperiale costruito dall’imperatore Qianlong, ospita architetture ispirate al buddismo tibetano per ribadire le diversità della Cina.

Le città meridionali di Suzhou e Hangzhou, vicine a Shanghai, offrono molti esempi di ritiri privati per studiosi, luoghi in cui stimolare le emozioni creando in microcosmo il mondo naturale.

Il Palazzo Imperiale

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Il Palazzo d’Estate

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Il Tempio del Cielo

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La Grande muraglia

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Il Tempio dei Lama

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Il Monastero Shaolin

Le Tombe Ming

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I tesori delle Tombe Reali

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L’architettura cinese

L’arte e artigianato cinesi

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L’arte calligrafica cinese

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L’Opera cinese

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Il Fengshui

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Il cinema cinese

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La cucina cinese

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I nomadi cinesi

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