Chongqing


Il meteo

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Adagiata sulla penisola presso cui si incontrano i fiumi Yangzi e Jialing, Chongqing è una sorta di immensa megalopoli nota ai turisti perlopiù come punto di partenza delle crociere verso le Tre Gole. Distaccatasi nel 1997 dall’adiacente provincia del Sichuan, l’attuale municipalità autonoma di Chongqing (significa Doppio giubileo, nome dato dall'imperatore Zhao Dun nel 1127), come Pechino, Shanghai e Tianjin, fa capo direttamente al governo nazionale. Grazie al programma di sviluppo e di modernizzazione intrapreso negli ultimi anni, la zona ha registrato un vero e proprio boom edilizio, risentendo di una sensibile crescita demografica che ha comportato l’abbattimento di molte abitazioni tradizionali su palafitte. Una cosa tuttavia non è cambiata: i residenti dell’area urbana rimangono dei patiti degli spuntini e per fronteggiare il caldo mangiano la specialità locale preferita, lo huoguo, e altri piatti piccanti.

I primi insediamenti umani nella regione risalgono all’incirca a due milioni di anni fa, anche se è in tempi più recenti, per l’esattezza negli anni ’30 del Novecento, che Chongqing iniziò a ritagliarsi un posto nella storia del paese. Dal 1938 al 1945, la città divenne il quartier generale del Kuomintang e fu qui che i rappresentanti del Partito comunista cinese svolsero un ruolo di mediazione tra lo stesso Kuomintang e i comunisti di stanza a Yan’an, nella provincia dello Shaanxi. Durante la seconda guerra mondiale, il centro richiamò un ingente flusso di rifugiati da tutta la Cina, che fece salire il numero dei suoi abitanti a oltre due milioni. Nel 1997, Chongqing ha ottenuto l’autonomia dalla provincia del Sichuan ed è diventata una municipalità speciale, amministrata direttamente dal governo centrale, con una popolazione di oltre 32.000.000 di persone.


I siti di interesse di Chongqing sono sparsi per tutta la città. Il quartiere centrale di Jiefangbei è una mescolanza di elementi moderni, tra cui la nuova e scintillante Galleria della Progettazione e il Museo delle Tre Gole, e tradizionali, come l’antico Tempio degli Arhat e il grande Palazzo della Corporazione di Huguang. L’area centrale è anche caratterizzata da una vivace vita di strada, mentre il quartiere di Shapingba, piuttosto distante dal centro in direzione ovest, è disseminato di siti legati alla storia comunista della città, e vale la pena di visitarlo soprattutto per l’Antica Città di Ciqikou.

Una delle attrattive più apprezzate dai visitatori è il Luohan Si, il Tempio degli Arhat, eretto circa mille anni fa e progressivamente oscurato dai grattacieli. L’elemento di maggiore interesse del luogo è rappresentato da un corridoio fiancheggiato da curiose sculture rupestri, mentre all’interno del complesso si possono vedere 500 arhat di terracotta, un bel Buddha dorato e un dipinto murale in stile indiano di una jataka, ovvero una “narrazione buddhista”, che ritrae il principe Siddhartha nell’atto di tagliarsi i capelli come segno di rinuncia al mondo. Nelle vicinanze del tempio si può visitare la Galleria della Progettazione di Chongqing che, con le sue coinvolgenti esposizioni, rappresenta il luogo ideale per fare conoscenza con la parte moderna della città. Al piano terra vi sono ben 40 sale, ognuna delle quali dedicata a un differente distretto della municipalità di Chongqing.

L’altro grande allestimento museale del centro è il Museo delle Tre Gole, un’elegante esposizione che ripercorre la storia dell’insediamento umano nella regione. Al pianterreno, la mostra dedicata alle Tre Gole comprende un modello della diga, mentre al piano superiore si può approfondire la conoscenza delle minoranze etniche della Cina sud-occidentale grazie alle esposizioni di indumenti e artigianato. Non distante si può passare in rassegna anche il Museo Stilwell, particolarmente stimolante soprattutto per i patiti di storia americana, dato che illustra il ruolo degli Stati Uniti durante la seconda guerra mondiale mediante fotografie, lettere e altri cimeli. Il museo è stato allestito in quella che era la sede “VIP” del Kuomintang e la residenza del generale Joseph Stilwell, comandante delle forze statunitensi nel teatro operativo sino-birmano-indiano e capo di stato maggiore per Chiang-Kai-shek nel 1942.

Se volete godere di una fantastica vista sulla città non c’è niente di meglio della cima della Collina del Loquat che, con i suoi 350 metri di altezza, consente di apprezzare panorami suggestivi, soprattutto di sera. Un’esperienza interessante e originale è invece prendere una delle funivie che attraversano i fiumi cittadini: entrambe partono non lontano dal Monumento della Liberazione, da Cangbai Lu quella che attraversa il Jialing e da Zhongshan Lu quella dello Yangzi.

Il clima è subtropicale umido, caratterizzato da estati torride e umidissime e da inverni non troppo freddi e nebbiosi. Il consiglio è quello di evitare i mesi di luglio e agosto, durante i quali le temperature superano i 40 gradi accompagnate da un tasso di umidità intorno al 90% che rende l’afa insopportabile; a causa delle sue estati afose, la città si è guadagnata un posto tra i cosiddetti “tre forni” del paese, insieme a Wuhan e Nanjing. Fortunatamente, nel resto dell’anno il clima è un po’ più fresco, anche se a disturbare il soggiorno ci pensano la nebbia e le frequenti precipitazioni, che complessivamente raggiungono un totale annuo di circa 1.200 mm di pioggia.

L’Aeroporto Jiangbei di Chongqing è situato 25 chilometri a nord del centro ed è perfettamente collegato a tutte le maggiori destinazioni cinesi; da qui partono anche alcuni autobus della CAAC (Civil Aviation Administration of China) che in circa 30/40 minuti consentono di raggiungere il cuore di Chongqing. Le stazioni degli autobus a lunga percorrenza sono diverse, ma la maggior parte delle compagnie utilizza l’autostazione Caiyuanba, situata a sud-ovest del centro, accanto alla vecchia stazione ferroviaria centrale. La nuovissima stazione ferroviaria è stata inaugurata nel 2007 a nord del centro, nel quartiere di Jiangbei, mentre dal porto partono frequentemente battelli lungo il Fiume Yangzi attraverso le Tre Gole.

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